FAQ

Dieci tra le domande più frequenti che avresti sempre voluto chiedere ad un cardiologo e non hai mani avuto l’occasione di farlo!

Mio padre è morto in giovane età (50 anni) per un infarto al cuore, sono a rischio? Che tipo di controlli dovrei fare?

Sicuramente la familiarità rappresenta un’importante fattore di rischio non modificabili per le malattie cardiovascolari. E’ opportuno sottoporsi ad un visita cardiologica con elettrocardiogramma, ecocardiogramma ed eventuale test da sforzo. Inoltre è necessario intraprendere un programma di prevenzione nei confronti dei fattori di rischio cosiddetti modificabili quali, il fumo, l’obesità, l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia ed il diabete.

Ho avuto un infarto un anno fa. Ho effettuato sempre le visite mediche e ho seguito scrupolosamente le terapie prescritte. Mi sento bene, posso smettere di fare controlli?

E’ importante effettuare periodici controlli cardiologici nel tempo proprio per prevenire eventuali nuovi eventi e per effettuare una corretta prevenzione secondaria.

Che cosa si intende per morte cardiaca improvvisa?

E’ un decesso che avviene “improvvisamente” per cause cardiovascolari, cioè entro un’ora dall’esordio dei sintomi, per cause non traumatiche e in soggetti sani o il cui stato di malattia non faceva presagire un esito così repentino.

Quali sono le cause più frequenti di morte cardiaca improvvisa?

Negli adulti la causa più frequente della morte cardiaca improvvisa è rappresentata per l’80% da una malattia coronarica sottostante; nel giovane invece la causa più frequente, invece è dovuta a veri e propri “cortocircuiti elettrici” in grado di scatenare aritmie fatali; il substrato di questi fenomeni è spesso rappresentato da alterazioni genetiche di alcuni canali ionici a livello cardiaco che possono essere riconosciute precocemente con un elettrocardiogramma. Nel 25-30% delle morti cardiache improvvise nei giovani ed è imputabile ad anomalie congenite del decorso o dell’origine dei vasi coronarici.

Sono un giovane che pratica attività sportiva amatoriale. E’ opportuno effettuare un controllo cardiologico?

Si, è opportuno effettuare una visita cardiologica prima della pratica sportiva non agonistica, d’altronde non sarebbe prudente viaggiare con una macchina che non ha mai fatto un chek-up!

Mi è stato riscontrato un soffio cardiaco. Cos’è?

Un soffio cardiaco è un rumore prodotto dal passaggio del sangue attraverso una valvola cardiaca che potrebbe essere più “stretta” del normale oppure non continente. In genere nei giovani i soffi cardiaci possono essere fisiologici. E’ però opportuno sottoporsi ad una visita cardiologia ed eventualmente ad un ecocardiogramma.

Ho le palpitazioni (sento il mio battito accelerato o sento che il cuore salta un battito). Cosa sono? Mi devo preoccupare?

Può essere normale avvertire le palpitazioni dopo uno sforzo fisico o dopo una forte emozione. Talvolta si possono avvertire anche durante il riposo o con maggior frequenza durante l’intera giornata; la loro natura può essere benigna ma è necessario comunque parlarne col proprio medico e sottoporsi a visita cardiologica.

A quale età iniziare i controlli per il rischio di malattie cardiovascolari?

L'età dipende dalla storia familiare dell'individuo. La raccomandazione è quella di tenere sotto controllo i fattori di rischio fin da giovane età. Gli esami clinici importanti a cui è necessario sottoporsi sono semplici, poco costosi e alla portata di tutti come la misura della pressione arteriosa, la colesterolemia e la glicemia.

Perché non riesco a ridurre il livello di colesterolo nel sangue nonostante la mia dieta?

Il colesterolo viene introdotto in parte con la dieta, ma una discreta quantità viene prodotta anche dall’organismo; per cui quando la sola dieta non è in grado di garantire un controllo adeguato, è necessario ricorrere all’utilizzo di alcuni farmaci come le statine, in grado di interferire con la sintesi endogena del colesterolo.

Soffro di pressione alta, per quanto tempo devo assumere la terapia ?

L’ipertensione arteriosa sistemica è una malattia cronica che bisogna tenere sotto controllo a vita per evitare danni al cuore e ad altri organi importanti come il rene ed il cervello. E’ necessario quindi proseguire con la terapia per sempre.